Photo: Michele Mondini

#THROWBACK: Campionati europei XC - darfo boario terme

Turchia doveva essere, e si è finiti in Italia. La genesi degli Europei di Cross Country 2017 non è stata fra le più rilassate per gli organizzatori di Darfo Boario Terme.

Boario ha proposto agli atleti un percorso dall’alto contenuto tecnico. Il punto cruciale era un passaggio in discesa estremamente tecnico, non a caso denominato “The Wall”. Quel budello avrebbe spento le ambizioni di tanti, anche fra i protagonisti più attesi.

Lo spettacolo è iniziato, come da tradizione nelle rassegne internazionali, con il Team Relay. La Svizzera non ha avuto bisogno delle superstar Nino Schurter e Jolanda Neff per assicurarsi il primo oro dell’evento continentale. Filippo Colombo, Linda Indergand e Alessandra Keller sono saliti con le loro Northwave sul primo gradino del podio, in compagnia di Joel Roth e Andri Frischknecht. La Danimarca si è fermata invece al secondo posto, con in azione anche Malene Degn e Caroline Bohe.

Negli anni, Kathrin Stirnemann si è dimostrata una vera e propria sentenza quando scendono in pista gli specialisti dell’Eliminator, e anche stavolta a Boario non ha deluso i pronostici. Un altro oro per la Svizzera, un altro oro per Northwave, e non solo, perchè l’olandese Anne Terpstra e il suo sorriso hanno conquistato il terzo e ultimo gradino del podio.

Si era messa in luce ad Internazionali d’Italia Series, vestendo la maglia di leader di categoria realizzata da Northwave. Stavolta, però. Laura Stigger ha spento le possibilità di un nuovo successo Northwave fra le Donne Junior agli Europei. La seconda e la terza piazza sono andate alla francese Loana Lecomte e la danese Caroline Bohe: il futuro si preannuncia ricco di soddisfazioni.

Il dominio svizzero è proseguito anche fra le Donne Under 23. Sina Frei e Alessandra Keller erano le più attese protagonista alla vigilia, e hanno concluso con al collo le medaglie d’oro e d’argento.

Ancora in crescita da un punto di vista tattico, Keller è già un modello sul piano dell’approccio tecnico e mentale. Studentessa universitaria di medicina, Alessandra sa che per certe cose ci vuole tempo, ma l’ambizione non le manca. E gli Europei hanno dimostrato che è pronta a sbocciare.

Ma il momento più emozionante per i tifosi di casa doveva ancora arrivare. L’Italia si è presentata all’evento con atleti competitivi, ma senza super favoriti. D’altra parte, Nadir Colledani arrivava dalla sua prima, splendida affermazione in Coppa del Mondo Under 23 ad Albstadt, e molti puntavano su di lui per andare a caccia dell’oro a Boario. Qualcuno, però, aveva altri progetti.

Gioele Bertolini e Nadir Colledani sono stati rivali per tutta la vita. Succede, quando due atleti forti nascono nello stesso anno e scelgono le stesse specialità, finendo per incrociare le strade di volta in volta. E ancor di più quando i loro caratteri sono così diversi. Gio “Il Bullo” era spesso etichettato come il nuovo Marco Aurelio Fontana, soprattutto agli albori della sua carriera, ma è un atleta con una personalità tutta sua. Estroverso, non troppo diplomatico, e sicuramente molto competitivo.

Il loro confronto è stato spesso serrato, ma a lungo è stato Bertolini ad avere più spesso la meglio sul rivale. Proprio per questo, l’exploit di Colledani ad Albstadt gli ha sicuramente mosso qualcosa dentro.

Al via, Colledani è partito forte insieme ad Andreassen e Carstensen. Bertolini, che ha preso il via più indietro, si è inserito invece in un terzetto inseguitore. Giro dopo giro, i due azzurri continuano a spingere, sfinendo le gambe dei loro avversari, fino a quando Bertolini è riuscito finalmente a tornare su Colledani nella quarta tornata. E’ testa a testa fino all’ultimo giro.

Lui ha provato ad accelerare in salita, io ho risposto. Ho forzato il ritmo per passare primo in vetta e affrontare la discesa davanti. Questo mi ha permesso di guadagnare quei pochi metri che mi sono serviti per arrivare da solo.
— Gioele Bertolini

Gioele celebra con un’impennata che accende la gioia dei tifosi, in festa per la doppietta azzurra Bertolini-Colledani. Ed è festa anche per Northwave, che per la terza volta sale sul primo gradino del podio di Boario. Ma non sarebbe stata l’ultima.

Arrivati nel mese di Luglio, la stagione di Jolanda Neff non aveva ancora messo in luce le migliori qualità della bionda atleta svizzera. La sorte non è cambiata ai Campionati Europei, dove la campionessa in carica è stata vittima di una brutta caduta in allenamento a tre giorni dalla gara. Contro le aspettative, Neff è riuscita comunque a presentarsi sulla linea del via e a tenere il passo per un giro, ma le sue condizioni non le hanno permesso di spingersi oltre il secondo.

Per la prima volta in 24 anni non concludo una gara a cui prendo parte. A volte può succedere: oggi, non potevo fare altro.
— Jolanda Neff

Ma il meglio per lei doveva ancora venire, e sarebbe arrivato. Nello sport, come in amore, a volte bisogna saper aspettare.

A raccogliere da lei il testimone, e la maglia di Campionessa Europea, è stata la rivelazione dell’anno, Yana Belomoina. Con due successi all’attivo su quattro gare di Coppa del Mondo, l’ucraina ha sfruttato al meglio il suo straordinario momento di forma, mettendo in scena un lungo assolo fino alla linea del traguardo. 

L’argento della svizzera Linda Indergand splende come le sue Northwave Extreme XC: la giusta ricompensa per la grande continuità dell’atleta del team Focus, anche se arrivata alle spese di un’altra grande protagonista di giornata.

L’ex Campionessa del Mondo Pauline Ferrand-Prevot ha visto sparire un argento ormai quasi certo a seguito di una caduta e una foratura sulla discesa di “The Wall”, che l’ha lasciata senza difese da opporre al ritorno di Indergand e di Gunn-Rita Dahle, seconda e terza sul podio. Il ciclismo sa essere spietato, a volte.

Ogni volta che Nino Schurter non si presenta al via di un grande evento, i pronostici della gara Uomini Open diventano di colpo apertissimi. La stagione di Coppa del Mondo ha conosciuto un solo vincitore, vestito a strisce arcobaleno, e dietro un gruppo di atleti in lizza per le posizioni del podio. Soprattutto per questi atleti, Boario metteva in palio un premio particolarmente appetitoso – e lo spettacolo ne ha guadagnato.

La Francia si è portata subito in superiorità numerica in aperture di gara, con Absalon, Carod e Tempier davanti, insieme agli svizzeri Florian Vogel e Lukas Fluckiger, e allo spagnolo David Valero. E’ Tempier a cercare l’allungo, riuscendo a guadagnare 30 secondi sugli inseguitori. Alle sue spalle, Valero si inserisce in seconda posizione all’inseguimento. Dietro a lui il tandem formato da Vogel e Manuel Fumic, e lo spettro di Absalon ancora alle spalle.

Nella penultima tornata, Tempier ha iniziato a perdere colpi e terreno, probabilmente per colpa di un problema tecnico. Il primo a riportarsi su di lui è Valero, ma una caduta sulla discesa di The Wall danneggia la sua bici e ne compromette la gara. A quel punto è emerso da dietro proprio Florian Vogel, ritrovatosi al commando con una gara di grandissima consistenza. Vogel sa già come si fa: è stato Campione Europeo nove anni prima, nel 2008. E infatti, lo fa.

Lo svizzero ha continuato a spingere, e con buona ragione. Alle sue spalle, infatti, si avvicinava l’ombra di Julien Absalon. Il francese è stato il più rapido nell’ultima parte di gara, e chissà dove sarebbe arrivato con un giro in più. Ma quel giro non c’è, e per Absalon non resta che abdicare dal titolo di Campione Europeo, e accontentarsi di un argento, apprezzabile in una stagione fin lì complicata. Al terzo posto arriva Manuel Fumic, e sono due gli atleti Northwave sul podio. A 35 anni, e con solo un mese in meno di Vogel, Fumic è curiosamente l’atleta più giovane sul podio: l’esperienza conta ancora qualcosa, dopotutto.

E’ passato quasi un decennio dal mio primo titolo europeo, e quasi due da quando ho iniziato a gareggiare ad alti livelli: essere ancora qui significa tanto per me.
— Florian Vogel

Chissà se la doccia di champagne ha avuto un sapore diverso per Florian rispetto a quella di nove anni prima. Di sicuro, Absalon e Fumic hanno fatto in modo che se la godesse appieno.

Per Northwave è stata la più bella delle conclusioni: il bilancio parla di tre successi individuali e un’incetta di podi per gli atleti del marchio italiano. L’edizione di Boario sarà difficile da dimenticare, sia dal punto di vista dello spettacolo tecnico che da quello dei risultati. “Nemo profeta in patria”, si dice. Per una volta, si è fatta un’eccezione.

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